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27 gennaio 2014

Aquacell, la batteria del futuro è da inzuppare



Le batterie, probabilmente, sono il prodotto tecnologico più diffuso nelle nostre case: le utilizziamo dappertutto, dai mouse ai giocattoli; è vero anche, però, che si trascinano dietro due problemi atavici: inquinano l'ambiente e perdono capacità con il tempo. È per rispondere a queste criticità che è stata sviluppata la Aquacell.

Esternamente del tutto simile ad una normale Stilo, è però avvolta in un involucro di plastica riciclata, in luogo del normale acciaio. Al suo interno, poi, non è presente l'elettrolita, per cui la batteria deve essere attivata svitando una delle due estremità ed immergendola in acqua per alcuni minuti; da questo momento in poi, inizierà a funzionare - e consumarsi - come una normale batteria.

La tecnologia delle batterie attivate ad acqua permette poi di ridurre al minimo l'utilizzo di metalli pesanti e, manco a dirlo, del consumo di acqua nelle fasi produttive. È per questi motivi che la Società produttrice delle Aquacell ha l'obiettivo dichiarato di realizzare la batteria più pulita al mondo. Batterie simili sono già utilizzate, ad esempio, nelle radiosonde, le quali, essendo destinate ad essere lanciate e dimenticate, non possono contenere elementi inquinanti.

I motivi che ne hanno rallentato la diffusione erano gli alti costi e le basse durate: Aquacell si propone di abbattere il prezzo finale utilizzando materiali riciclati e di fornire 1000 mAh per dispositivi a basso consumo, come il telecomando di casa.