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1 marzo 2014

Boeing Black, lo smartphone con l'autodistruzione



Lontano dai riflettori del MWC in corso a Barcellona, un prodotto ha attirato - suo malgrado - l'attenzione dei media: Boeing Black.

Avete letto bene, Black, questo il nome dello smartphone, è prodotto dalla Boeing, e non è una coincidenza, trattandosi proprio del colosso aerospaziale. Quello che non tutti sanno è che l'azienda americana si occupa anche di comunicazione, ed, in particolare, degli aspetti legati alla sicurezza delle trasmissioni; non a caso, Boeing gestisce la sicurezza delle comunicazioni a bordo dell'Air Force One e per conto di diverse Agenzie governative statunitensi.

È proprio per questi 'clienti' che ha sviluppato Black, presentandolo in via confidenziale, e solo per ragioni burocratiche, alla Federal Communications Commission, l'Autorità competente.

I dettagli riportati alla pagina del prodotto sul sito Boeing sono pochi, e vaghi. Stando a quanto scritto, ed a quanto trapelato da fonti interne alla FCC, lo smartphone prevede, oltre alla crittazione di ogni chiamata e messaggio in entrata ed in uscita, un sistema di verifica dell'autenticità delle applicazioni, impedendo l'accesso di malware anche se celato dietro applicazioni attendibili (ne parlavamo qui).

La piattaforma software resta Android, in una versione ovviamente pesantemente modificata per tappare ogni eventuale falla di sistema, potenziale punto di accesso illecito nel telefono. Dal punto di vista hardware, il telefono è racchiuso in una anonima scocca nera, chiusa con viti anti-manomissione e sigillata con resine epossidiche. Il telefono dispone poi di appositi sensori in grado di rilevare ogni tentativo di forzatura, sia software che hardware, causando in 30 secondi la distruzione di ogni dato presente, dalle chiamate, ai documenti, alla cronologia, e rendendo poi il telefono completamente inutilizzabile.

Completano la dotazione, stando al video informativo del prodotto, dispositivi modulari in grado di aumentare le prestazioni della batteria, dell'antenna satellitare, di aggiungere frequenze radio riservate o migliorare la tracciabilità dell'utente, ma anche in questo caso le informazioni fornite sono ridotte all'osso.

È chiaro che, nelle intenzioni di Boeing, non c'è la conquista del mercato smartphone, quanto piuttosto la possibilità di offrire il terminale più sicuro che le attuali tecnologie consentono. Chissà che la vicenda Snowden non ci abbia messo del suo, in questa storia.